//Grazie dell’Edda

Grazie dell’Edda

di Mattia Muscatello

Venerdì 7 dicembre 2018 arrivo allo sPAZIO211 di Torino alle dieci meno dieci. L’odore di tabacco bruciato nell’atrio mi dice chiaramente di essere arrivato troppo presto. Dopo aver ritirato il biglietto mi dirigo verso il salone, vuoto come da pronostico. Tra il pubblico sparso individuo Tommaso Cerasuolo, frontman dei Perturbazione, band rivolese che ricordo grazie a una sessione di maratona Sanremo 2014, in cui l’ho visto performare sulle note di L’unica.

Mi avvicino al bancone deserto, ordino una IPA e chiacchiero con la barista dal caschetto e la frangia corta, ha una rosa tatuata sul petto. Anche lei si annoia, mi spiega che il concerto sarebbe dovuto iniziare prima, forse a causa della partita (che partita? Juve-Inter, mi risponde) la gente arriverà più tardi. Ok. Vado a fumare un’altra sigaretta. Webbando (sto leggendo The Game di Alessandro Baricco, si dice webbare) scopro che gli Esterina hanno un bellissimo sito stra-aggiornato, con un sacco di materiale interessante e con una grafica un po’ pulp molto accattivante. Inoltre leggo le info della serata sulla pagina dello sPAZIO211, dalla quale cito testualmente:

Esterina è un gruppo indie rock italiano. Attivo dal 2008 è una presenza carsica nel panorama musicale nazionale. La sua produzione, tra post-rock e canzone italiana, è un emblema di biodiversità musicale e di divergenza parallela con la scena indie contemporanea. Un rock autoctono composto di dinamiche estreme, di suoni vintage e di elettronica, appassionato alle parole, alle storie minori, ai dolori personali e ai paradigmi della felicità. Le canzoni di Esterina sono interrogative, si vestono di una lingua poco frequentata e cercano di stabilirsi all’interno di uno stile diagonale nel senso geometrico del termine, ovvero di un’estetica in grado di congiungere vertici non consecutivi della stessa figura. In Italia c’è Sanremo, ci sono i cantautori e poi c’è Esterina.

Ok. Finalmente inizia il concerto. La sala si riempie un po’ di più, io decido di mettermi inizialmente sulla destra, molto vicino al palco. Guardando i musicisti mi rendo conto che gli Esterina bevevano e si aggiravano per la sala prima di iniziare il concerto. Arrivano da Livorno e mi dispiace ci sia così poca gente, anche se in realtà non conosco la loro musica. Tra il pubblico anche i ragazzi skater protagonisti del video di Santo Amore degli Abissi.

Nonostante stiano suonando, bene e a volumi consistenti, che non determinano larsen ma che non lasciano troppo spazio alla voce, ho l’impressione che il concerto non sia ancora iniziato. La conferma me la dà il frontman, Fabio Angeli: “Questa sera è come suonare tra amici o in saletta”, che da un lato ci sta, dall’altro ni.

Poi arriva Edda: ha una felpa nera con la zip e il cappuccio, i pantaloni di velluto a coste e delle scarpe che sembrano antinfortunistiche. Fantastico. Apre la felpa esibendo una maglietta con una pantera e una rosa in bocca ed esclama: “Ho messo la maglietta di San Donato”, era di Liberato. Io ci rimango secco.


San Donato

Edda in veste di showman non me l’aspettavo, è troppo divertente. Continua: “Mi sento un po’ come Mauro Repetto. Sapete, l’ultima volta l’ho visto a Disneyland dentro un costume da Prezzemolo(?), io e Mauro siamo compagni di Youporn”. Totale. Ora arriva il bello, ma il bello vero (tanto per citare di nuovo gli 883), la voce di Edda risveglia tutta la platea, rizza i capelli sulla testa e contorce le budella. Eseguono Signora tratto da Graziosa Utopia, l’ultimo album di Edda, poi lui ci saluta.


Esterina feat. Edda

Anche gli Esterina vengono scossi come da un vecchio zio che dà una pacca sulla schiena al nipote e lo spettacolo inizia per davvero. I brani in scaletta viaggiano tra i cinque album pubblicati, riescono a comunicare un’idea perfetta della carriera del gruppo, spaziano dai pezzi punk-rock degli esordi fino alle ballate pop e i suoni sintetici. Ora va meglio, prendo un’altra birra. La tensione si mantiene costante fino alla fine del concerto e cala solo nel momento barzelletta, sulla quale sorvolo perché non l’ho ancora capita, poi ritorna zio Edda e tutto si sistema. A concerto finito saluto la mia nuova amica barista ed esco dallo sPAZIO, sento un’inspiegabile voglia di fare un giro a San Donato.

Fonti e approfondimenti

La musica degli Esterina su Spotify

La musica di Edda su Spotify

Stasera! esterina feat. EDDA in concerto a sPAZIO211 (evento Facebook)

Le foto sono di Mattia Muscatello