//Fumetti all’Arka

Fumetti all’Arka

di Paolo Ferrara, Sono Cose Serie@Radioohm

Fare fumetti. Secondo l’immaginario più diffuso un passatempo innocuo, divertente e piuttosto semplice.
L’eterogeneo gruppo di ragazzi preadolescenti che ha partecipato ai dodici incontri del piccolo corso di fumetto (Fare i fumetti, ottobre-dicembre 2018), che abbiamo realizzato presso il Centro giovanile Arka di Chieri ha avuto modo di scoprire, direttamente e nel modo più “traumatico” possibile, quanto spesso luoghi comuni e idee pregiudiziali siano distanti dalla realtà.

Presi di petto, i ragazzi sono stati subito messi a lavorare con fogli e matite su una serie di esercizi studiati con il disegnatore e docente Silvano Beltramo, per potergli permettere di affrontare e scoprire cos’è un fumetto, il suo alfabeto e, soprattutto, quali sono le numerose difficoltà che si incontrano tra il vorrei fare e una tavola (come si chiama la pagina di un fumetto) fatta e finita.

I ragazzi hanno sperimentato provando direttamente cosa c’è dietro la creazione di un fumetto, “assaggiando” (o scontrandosi con) le varie tappe necessarie. Scoperte che hanno gestito a fasi alterne di entusiasmo. Perché il “semplice passatempo” si è rapidamente rivelato un percorso più complesso del previsto, con un continuo pattern di scelte da affrontare prima di ogni singola linea.

I ragazzi hanno affrontato dodici incontri di sperimentazione per testare cosa significa inventare un personaggio, disegnarlo con proporzioni corrette, vestirlo, interpretarlo partendo da una descrizione, muoverlo, farlo “recitare” sulla pagina esprimendo le sue emozioni. E poi, ancora: perché e come suddividere una tavola, portare i personaggi in un ambiente, documentarsi. E tanti altri dettagli che costituiscono la base necessaria per poter raccontare una storia utilizzando disegno e parole.

Nonostante la fatica di affrontare un percorso più oneroso del previsto, magari dopo aver affrontato una lunga giornata di scuola, e nonostante mille elementi di distrazione a portata di mano, da Spotify e la trap a tanto altro, il gruppo è rimasto compatto fino alla fine del viaggio e quasi tutti hanno portato a termine l’obiettivo che ci si era prefissati: la realizzazione di due tavole di fumetto, con somma soddisfazione mia e di Silvano.

Sicuramente è stato fondamentale il supporto degli educatori del Centro di Aggregazione Giovanile del Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali del Chierese, in particolare Vivetta e Andrea; ma anche di tutte le altre figure che si sono avvicendate, che hanno partecipato direttamente provando loro stessi gli esercizi (peraltro lasciandosi prendere dall’entusiasmo e con pure buoni risultati!). Coinvolgimento che, di fatto, è stato l’ingrediente fondamentale per creare l’amalgama necessaria a mantenere un buon equilibrio tra didattica e divertimento.

Probabilmente i ragazzi che hanno partecipato al corso non hanno iniziato a realizzare il loro fumetto appena concluse le lezioni. Ma ora hanno tra le mani un bagaglio differente per capire cosa significa farlo e uno strumento in più per comprendere come quasi sempre il fatto che una cosa appaia semplice non lo sia poi nella realtà. E chissà se in futuro a qualcuno di loro finirà per salire uno strano prurito che potrà calmarsi solo avendo una matita in mano…